11.12.2006

Pecora Tigre


E' la quotidianità con lei che mi ha fottuto, sedotto, reso dipendente, che ha creato quel legame indissolubile, che ha reso speculari i nostri occhi.
Sono stati quei link invisibili che mi hanno portato ogni sabato mattina ad alzarmi dal mio sepolcro intriso d'alcool, DESIDERANDO di andare a pranzo dai miei. Non ci sono stati hang over, nevicate o sciopero dei semafori che mi abbiano impedito di inforcare il mio fedele motodestriero in direzione Peschiera Beach. E tutto questo solo per quel muso lì, quel muso da pecora-tigre, degno erede di un nonno campione di riproduzione. Mica cazzi.
11 anni di onorata canitudine tigrata, 4 zampe da paura con uno stacco di coscia degno delle migliori Naomi molossoidi, un tozzo di coda agitata a sottolineare la gioa di fare le feste ai nuovi arrivati, delle unghie capaci di emettere familiari rumori sul pavimento e chiappe pronte ad essere sculacciate sonoramente di gioia.
Un petto da pellicano fiero, su cui troneggia una stella a 5 punte bianca, due occhi a mandorla le cui espressioni sono state in diverse occasioni associate ai miei, un naso-tartufo da King Kong, delle orecchie da pecora e un collo taurino degno delle migliori corride.

(Dio, come mi vergogno per ciò che sto scrivendo, mentre le lacrime si precipitano copiose sulla tastiera...)

Ed ora chissà dove metterò le croste del formaggio che ho sempre tenuto da parte, chi mi scalderà i piedi mentre guardo la televisione, chi mi aspetterà in cima alle scale, tremebonda, chi snaricerà dietro la porta, aspettandomi, chi scuoterà con la zampa la grata per ottenere attenzione, chi sbufferà per ottenere un tozzo di pane, con chi dividerò i biscotti inzuppati di caffè al mattino, chi farà le buche in giardino per dispetto, chi ululerà di solitudine, chi sbaverà sul finestrino in cerca di uno spiraglio d'aria, chi mi porterà a spasso al Carengione, chi cavalcherò come una vera Suzuky, chi farà il bagher canino per riprendere la pallina, chi lancerò all'inseguimento dei fottuti inutili gatti del vicinato, chi prenderà al volo (come una vera parata portieristica) le bucce del salame, della frutta e le molliche di pane, regalando ampie sbavate a rivoli sui tappeti? Chi seguirà la scia della ciotola danzando sulle zampe, chi si librerà in aria nei prati alla ricerca del sasso lanciato nei campi di grano e chi sarà il flagello delle pantegane locali? Chi assumnerà ancora la posizione della pecora del presepe, chi si irrigidirà come pecora di marmo giapponese sulle scale di casa di jacopo, chi mugolerà su Speedy Gonzales, chi inclinerà il muso incuriosita mentre Cecilia gattona, chi abbaierà al cane dei vicini con ferocia, rimanendo imbriglita nella rete per poi guaire di dolore? Chi si meriterà una dedica nella tesi, un pianto della Mery ("è troppo bruttaaa"), una poltrona di pelle come giaciglio, una spazzolata come ai cavalli ogni sabato e quell'odore di casa che solo lei sapeva emanare?

solo lei.



4 commenti:

Norma Desmond ha detto...

Non ho parole, mi dispiace tantissimo...so cosa si prova. Un grosso abbraccio

Ale ha detto...

Abbraccio...

Butch ha detto...

Ciao Pisana, tornerò a trovarti con più calma. Seguire le tue paranoie mi fa stare meglio con le mie! Scherzo (pesante, ovviamente)...Quando avrò decifrato la tua mente contorta ti farò un disegnino e te lo mando, così lo fai vedere a qualcuno bravo che ci ricovererà a tutti e due.

Butch ha detto...

Ops. Mi sa che il commento veloce veloce per farti sapere che ti leggo ogni volta che posso (vedi sopra) l'ho messo al posto sbagliato...Mi dispiace un sacco per il tuo amico peloso...so cosa si prova. Fortunatamente gli animali sono meno stronzi degli umani, e un bel giorno ti accorgerai che un altro animalone riuscirà a volerti bene senza chiedere nulla in cambio o quasi.