3.29.2007

Se inizi a parlare, urli.

Quando, a streching effettuato, 4 componenti di una squadra di palla-al-volo decidono di effettuare il guado di viale Brianza, sfidando il freddo inatteso e il nevischio incombente, per prendere il miglior nocciolato (con junta di panna) che Milano possa offrire, la perla di saggezza che ti può capitare fra capo e collo, mentre in piedi lecchi il tuo cono fuoriluogo, ti squarcia i pensieri.
"Certo. Se sei sempre stata zitta, ora che inizi a parlare, urli."

Uuuh. Urlo. U erre elle o.
Ecco perchè.
Ecco.
Ecco perchè non ne faccio più passare una. Ecco perchè non accetto che si dia per scontato che sono disponibile, militesente, bellapresenza, accondiscendente.
Ecco perchè, se mi guardo attorno, vedo più miraggi ed oasi lontane come ricordi piuttosto che presenze alla bue ed asinello.
E' come se guardassi nel binocolo, ma lo afferrassi al contrario.
Son partita in svantaggio, il "via" era ad un estremo: per approdare all'equilibrio non funanbolico, dovrò attraversare la procella dell'altro estremo.
E allora vai di isterie fini a se stesse, senza alcune giustificazione ovarica, vai di muscoli facciali che si gonfiano come masticassi bubblegum, vai di silenzi da brivido, vai di battute al fulmicotone, vai di selezione darwiniana, vai di giusta suddivisione del conto e dei compiti, vai di rifiuti e dinieghi.

Oh sì.
E vai di sintassi prolissa ed infinita: le incidentali sono il mio pane e non ne voglio sapere di farsi brevi, chiaro?

E già che ci sono, si cambia look: magari qst week end mi vado a recuperare degli abiti da signorina. Così glielo faccio vedere io a queli là quanto sono poco repper e come mi saprò far valere. Perchè (e Milano insegna) per una volta tirerò le fila di una stucchevole "Sei come ti poni"Posse.

1 commenti:

velvetsun ha detto...

più che giusto lapi.
più che giusto.
vedi che io non voglio fare il ricordo, quindi quando vuoi, la strada la sai.
che la voglio vedere più spesso la mia lapi.
mi mancano i toui cestini di parmigiano.