2.27.2007
2.12.2007
Esiste, perchè l'ho visto su Google.

Ho imparato a non farmi più stritolare lo stomaco in una morsa quando mia madre mi dice: "hanno fatto vedere che..." e "Hanno detto...".
La terza persona plurale da lei utilizzata prelude agli "Omini della tivù", minuscoli personaggi capaci di vivere dentro un tubo catodico e capaci di informare le masse, manipolare informazioni e dettare preconcetti.
E' grazie ai servizi confezionati dagli omini della tv che mia madre crede che fra 5 anni ce ne andremo tutti in Scandinavia, che non è possibile che ci vogliano 3 mesi di attesa per fare una tac nelel strutture pubbliche, che il sabato sera i giovani bevono la Caipirinha in discoteca, che il giuoco del calcio è malato e corrotto e che i ragazzi non hanno più ideali, ma aspirano a diventare partecipanti dei programmi della DeFilippi.
Io le darei pure corda, discuterei pure con lei, cara!, non fosse che l'argomentazione parte da questo presupposto: L'hanno detto in tv.
L'essere stato detto in tv, ne fa dedurre la reale esistenza. Ciò che accade nel mondo, accade solo perchè passa sullo schermo.
E tutte queste teorie di sociologia spiccia, sono rafforzate da opinionisti raccapriccianti sul Corriere della Sera e dalle rubriche altrettanto imbarazzanti sugli inserti dei quotidiani.
Che fare? davanti ad una mamma meravigliosa che ha come solo difetto il fatto di invecchaire sotto i miei occhi e di abbandonarsi, di conseguenza, ad un'oratoria moralista/populista dettata dalla Tv, non posso che abbassare il capo ed accettare.
Ai pranzi domenicali con mamma proverò a stare zitta e a lasciarla sfogare sull'ultimo articolo di Alberoni o sull'ultimo servizio di Report.
Ma non riusciròa stare zitta e a non indignarmi davanti a ragazzi sedicenti sociali che traslano il lemma "succede perchè è successo in tv" in "è vero perchè l'ho trovato su google".
Non esiste che l'informazione viaggi solo sulla banda larga.
Non esiste che si redigano comunicati stampa cercando di scopiazzare informazioni abbozzate dalla rete, senza ascoltare realmente un cd, senza aver visto davvero un film, senza essere stati fisicamente in un ristorante/discobar/live.
Divento una bestia.
Pare che l'informazione sia ormai generalizzata: che tutti possiamo sapere tutto di tutto: basta digitare "Notwist" in Google per avere informazioni sul grupo che sto ascoltando io in Loop. E domani, via mail, dirmi che sono fichissimi e che li hai sempre ascoltati.
Io li ascolto da ieri, non so chi siano, li aspetto in concerto e di più, nin zo.
Ebbasta con la googlelizzazione del sapere!
C'è una base pratica del sapere, checa**o.
E non è che son laureata in filosofia per caso, nè?
E' che quell'Aristoteli lì, forse aveva ragione quando distingueva la scienza etica da quella poietica?
Vabbè.
Mò ho il dente avvelenato.
Però il prossimo che mi dice che sa qualcosa solo perchè l'ha visto su internet o perchè ha confermato la net-bufala su antibufala.com, io lo uccido con uno degli starnuti che sto cacciando oggi.
Essi sono figli della madre di tutti i raffreddori: colpiscono con efficacia e debiliterebbero pure Mr. Vivin C.
2.06.2007
2.05.2007
ChePPalle
Che palle gli amici che non ti dicono le cose. Che però vogliono farti capire che c'è una cosa che non sai. E se gliela chiedi, ancora non ti rispondono chiaramente.
Che palle i fidanzati che non chiamano.
Che palle i vicini di casa che ti fanno imbarazzare dicendoti che fai troppo rumore quando amoreggi.
Che palle gli amici che fanno gli intenditori di musica a 360°, dal folk-blues all'electro-edbanger, ma in realtà vogliono solo essere quello che non sono.
Che palle i film di Mel Gibson.
Che palle non dire mai "che palleee" a quelli che scrivono mail patetiche in cui vogliono descriversi come viveur sociali e ti elencano il loro fitto programma di feste, concerti e cene settimanali. Bisogno di dimostrare qualcosa? Di fingere di avere una vita interessante? ma perchè non abbandonarsi ad essere "normali"?
Che palle non avere un rapporto nitido con la F.
Che palle dimenticarsi la Vale a Milano.
Che palle vedere mia nipote via web cam e non dal vero mentre inizia a camminare senza reggersi alle manine di sua madre, nonchè mia sorella.
Che palle quando finisce l'ammorbidente proprio quando hai deciso che farai la lavatrice definitiva.
Che palle aver perso due lavori, due amici e taaaanta fiducia.
Che noia. davvero.
Che noia.
Ma non avete davvero nulla di meglio da fare?
Che palle i fidanzati che non chiamano.
Che palle i vicini di casa che ti fanno imbarazzare dicendoti che fai troppo rumore quando amoreggi.
Che palle gli amici che fanno gli intenditori di musica a 360°, dal folk-blues all'electro-edbanger, ma in realtà vogliono solo essere quello che non sono.
Che palle i film di Mel Gibson.
Che palle non dire mai "che palleee" a quelli che scrivono mail patetiche in cui vogliono descriversi come viveur sociali e ti elencano il loro fitto programma di feste, concerti e cene settimanali. Bisogno di dimostrare qualcosa? Di fingere di avere una vita interessante? ma perchè non abbandonarsi ad essere "normali"?
Che palle non avere un rapporto nitido con la F.
Che palle dimenticarsi la Vale a Milano.
Che palle vedere mia nipote via web cam e non dal vero mentre inizia a camminare senza reggersi alle manine di sua madre, nonchè mia sorella.
Che palle quando finisce l'ammorbidente proprio quando hai deciso che farai la lavatrice definitiva.
Che palle aver perso due lavori, due amici e taaaanta fiducia.
Che noia. davvero.
Che noia.
Ma non avete davvero nulla di meglio da fare?
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